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giovedì 11 giugno 2009

Collana di Papi 2009 (Cantine Evelina, Sardegna)

Stranissimo vino, questo Collana di Papi 2009. Un cannonau rosso rubino dall'ottima consistenza e dal leggero sentore di mirto e soldi sonanti, viene recapitato a pochi fortunati direttamente su voli di stato. Sembra ottimo per i brindisi con persone che ti devono dei favori (specialmente apprezzati gli ex piduisiti o i sedicenti autisti di Craxi), ma tiene il gusto troppo poco: il tempo di una fotografia, e poi la palatabilità si rovina subito.

Quando abbiamo contattato le cantine per verificare se il gusto di tappo fosse normale, abbiamo ricevuto dal rappresentante delle Cantine Evelina risposte contradditorie: "sono stato interpretato male" è stata la prima, seguita a ruota da "non ho mai conosciuto quel vino, l'ho prodotto solo per caso dato che passavo vicino alla vigna" (ipotesi smentita dal fatto che la vigna è di proprietà della famiglia da più di 200 anni), per poi passare a "è una congiura, una trappola della stampa" e finire con "giuro sulla testa dei miei figli, quel vino non so che cosa sia".

In ogni caso, tra le risposte evasive non è stato possibile capire il problema: forse le sue uve vengono colte troppo, troppo giovani?

Voto: No.

mercoledì 20 maggio 2009

Amaro Comic Sans MS

L'amaro Comics Sans MS è prodotto in provinicia di Lecco dalle cantine Vincenzo, un piccolo produttore del tutto incapace graficamente che per qualche motivo incomprensibile si è disegnato da solo le etichette.

L'amaro, di un colore chiaro e dal rinomato aroma di nastro di macchina da scrivere, ha un robusto aroma secondario di fumetto in quadricromia appena aperto. Il gusto non è certo innovativo: divertente ma poco equilibrato, ed è proprio questo il problema principale - non è un amaro di pregio, e ciononostante tende ad essere usato nei luoghi più impropri. Non è un buon modo per finire una cena formale a casa dell'ambasciatore, non si può offrire nei veglioni funebri, e non va assolutamente bene da portare in regalo al Re del Belgio.

Questo, insieme con la sua palatabilità non perfetta, e con le sue leggere proprietà emetiche, hanno di recente scatenato un movimento che richiede la sua abolizione dalle tavole dello stato, il che è approssimativamente come dire che se non mi piacciono le mele, posso ritenermi autorizzato a chiedere di cospargere di Napalm tutta la Val di Non.

Giudizio: incomprensibile!

giovedì 7 maggio 2009

Monografia: il pane blu di Herat

Il famoso e curioso "pane blu", prodotto solo ad Herat, nell'Afghanistan occidentale, viene recentemente importato e venduto in EUropa a peso d'oro da Boffins & Sons, dove sti sta affermando come una pietanza ricercata.

I motivi della strana colorazione sono tuttora sconosciuti. Alcuni ipotizzano che il pigmento sia rilasciato dalle ceste con cui le donne lo trasportano, altri che sia l'azione di un batterio o di una muffa, ma una cosa è certa: ad Herat il motivo non interessa a quasi nessuno. Il pane blu infatti non solo sprigiona un odore disgustoso, da alcuni descritto come "quello di una tomba egizia aperta per la prima volta", ma ha anche un caratteristico gusto, a metà tra il fegato di puzzola crudo e il toner delle stampanti laser, universalmente definito "orribile". Masticarlo è circa come cercare di masticare della cartavetro, cosa che ha ispirato il suo uso tradizionale: l'intonacatura degli esterni e la cardatura della lana.

Giudizio: statene lontani