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lunedì 18 maggio 2009

Sparringducks Water Company (catena)

E' ormai praticamente impossibile girare il mondo senza imbattersi in uno dei locali Sparringducks - ce ne sono da Bangkok a Manhattan, da Cleveland a Parigi, da Cape Town a Paderno Dugnano, ed in tutti si entra per lo stesso motivo: bere acqua e chattare. Sparringducks offre infatti gratis la connettività wi-fi e la corrente per i laptop, attirando una clientela giovane e tecnologica, che deve assolutamente mandare un messaggio alla fagiana proprio ora e adesso, e che per farlo è pronta a pagare un bicchiere d'acqua dai 5 ai 125 dollari.

Certo non parliamo di acqua qualunque, ma di una delle quasi cento varietà dell'offerta Sparringducks: si parte dalla "Plain Tap" (acqua del rubinetto, 7.25 dollari), si sale alla "Sparkling H20 Lime" (acqua del rubinetto addizionata di C02 sul momento e con una spruzzata di lime, 12.49), e si passa poi alle acque esotiche, ad esempio la "Icelandic glacier" (acqua del rubinetto gelata in un bicchiere trasparente, 33.99), la "Monte Bianco Grande" (acqua del rubinetto al punto triplo servita in un grande bicchiere di ghiaccio fatto con acqua del rubinetto, 59.49), e la famosissima "Malaria special" (acqua del rubinetto con zanzare anofele, 89.49). Non plus ultra ovviamente la rinomata "Royal Scots Dragoons" (by appointment della regina Elisabetta II d'Inghilterra e della casa reale: acqua del rubinetto leggermente salata al gusto di salmone in una tazza di plastica stampigliata con il tartan dei McDougall, 125 dollari).

Insomma, ce n'e' per tutti i gusti. Sparringducks punta ovviamente sull'assoluta genuinità del prodotto, e anche se usciti dallo Sparringducks di Mumbai o Dar Es Salaam è piuttosto frequente incontrare un americano che si era "rifugiato lì per bere acqua americana" piegato in due dalla dissenteria, a giudicare dal successo della catena sembra che la formula funzioni.

Giudizio: 0.0 - incolore, inodore, insapore. Ma il wi-fi è gratis.

martedì 12 maggio 2009

OrganiX (catena)

Organix, catena presente in circa 250 città e molto apprezzata dalle frange estremiste degli ecologisti si propone al pubblico con una mission ambiziosa: dare da mangiare a tutti con impatto ecologico zero.

Non solo i fornelli sono solari e le cucine superefficienti, ma seguendo l'antico adagio "dalla merda nascono i fiori, dai diamanti non cresce niente", lo staff di OrganiX si ingegna ogni giorno in quella che la cartella stampa chiama "scavenging cuisine" (cucina di ricerca nel senso di "rastrellamento"). E' quindi spettacolo usuale vedere nei dintorni dei ristoranti OrganiX gli "chef" che si accalcano intorno ai ribaltabili delle aziende locali di smaltimento e ai cassonetti, alla ricerca di materie prime.

Il risultato? Discutibile, ma non certo cattivo: i cannelloni ai sette pattumi (sic nel menù in inglese) sono sfiziosi e gustosi al punto giusto, il mushburger with cheese non è certo peggiore degli altri hamburger in circolazione, e il patè de viande pourri succoso, anche se con un leggero retrogusto di marcio. Interessanti i dolci: apple peels and pear cores è sicuramente il mio favorito.

Chiaro, niente di particolare - anche i piatti più elaborati, come il McRubbish e i famosi Topi Fritti sono sempre paragonabili al massimo con gli altri cibi da fast food... uscendo però dal confronto molto spesso vincitori. Dove non riesce la cucina chimica riesce apparentemente quindi la cucina di recupero, e si esce da OrganiX con un dubbio lacerante: il trash food ha finalmente trovato la sua più alta e nobile espressione, oppure mi hanno fregato come un cretino?

Giudizio: *